Raffaele Piazza, Piazza nell'anima (Inedito)

Prologo


Foglie gemmanti di verdetenerezza di alberi

da rinominare e c’è freschezza

nella politezza di maggio che dà luce

primeva e vergine per redenzioni ad ogni passo

ai posti di vedetta al Parco Virgiliano

il cane spontaneo ricomponendosi l’affresco.

e il peccato originale lontano è anni luce

e tu ragazza nel ridiventare vergine

mi chiedi la parola e dopo un amen

rispondo amore.

Vengono teorie di ragazzine a insegnare

la felicità dell’attimo e maggio, maggio, maggio

Sottesa a terrena gioia si sgretola il male

e nei tuoi occhi trovo amore e poi i morti

non simulacri d’inesistenza

come gli alberi parleranno,


1

Vera vita e buona dove la marea dei sogni

soavi arriva a un greto di spiaggia

o a un segreto d’onda sui greti

di fiumi prosciugati e mi ricordi l’acqua

bevuta a piene mani nelle sorgenti della

beneventana campagna e tutto è pari a sé

nel captare gioia da un pino e da una quercia

grandiosi, linfe a scendere nell’anima

nel rimarginarsi ferite ad ogni passo

prima di fare l’amore e la luna è d’arancia e


2

spicchi di melarancia le tue guance,

Selene e tutto è nell’anima il gioioso

cammino fino ai prati dell’eterna giovinezza

dove scalza corri giocando alla California.

Se non accade un figlio perché siamo stati

attenti nell’auto tempietto i vetri

ricoperti da giornali e tutto l’esistere

nuotando si fa vita sottesa

alla marea dei giorni e


3

sole di maggio a fare biondissimi

i tuoi capelli nell’aria senza fiato

capelli pari a falbo grano

nella ripetizione dell’enigma

del libero arbitrio e della storia

degli amplessi. Poi

una culla di nulla per le anime

nell’emergerne gioia e

e intravedi dei monti la chiostra

e la linea cielomare e l’orizzonte

accade e il vento stormisce

come squillo di telefono ed esiste e


4

tesse una musica il marino

fluire senza tempo l’onda

di platino, vista dalla spiaggia

delle amicizie antiche

nel dare la mano a Mirta

ancora così bruna e così donna

nel donarmi il suo fiore

come ninfa e io a insidiarla

per d’adulti gioco senza male

e ha sale il pane e


5

nell’intessersi il pensiero

con la chiarità dell’aria

serale torna della sera precedente

la ripetizione della conca di tramonto

nel tramare leggero di natura

sul bordo del Mediterraneo mare

dove qualcuno ha acceso

un simulacro non vano di candela

per la continuazione della vita

infinita e duale tra le alberate

dell’anima e il cielo in

una stanza per la danza

che vince il tempo e


6

maggio nel trarre auspici dalla rosa

rossa nel giardino della ferrovia

locale nel plenilunio ostia d’argento

e le rondini dormono sui fili del telegrafo

e maggio di città placata nella sera e


7

e nel mio letto luogo sicuro viene Mirta

nel farlo secondo natura con la temperatura

di maggio sui corpi e i lieti colli dell’anima

nel fonderci con delle pareti

calcinate e l’azzurro di un poster

di un artico paesaggio.



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