Raffaele Piazza, Inediti

Alessia nel delta dell’incanto



1

Poi nell’inalvearsi dei fiumi dei pensieri

nel mare nel delta tra felicità

e di ragazza Alessia ansia

sotto il tetto azzurro levigata

dal piacere Alessia mentre lo fa

senza paura di rimanere incinta

e esce dallo spogliatoio dell’anima

mentre lui è in lei nella gioia

a 16 anni cerca Alessia gli occhi

ed è pari a sé Alessia

e legge bontà del suo ragazzo

e mentre arriva Alessia

viene a piovere in quella duale

sintesi di liquidi tra dentro e fuori e


2

mentre piove lui esce da Alessia

orgasmo di vita simultaneo

e nel letto con delle calze

autoreggenti il nero abbraccia

Giovanni Alessia e dice:

ripetiamo!!! Ride Alessia come una

donna e le cosce apre di ragazza

e gli occhi pari a finestre chiude e



3

poi buon umore per Alessia

nel continuare l’amore della seconda

scansione e sta infinitamente

e lo tocca con gli occhi

nell’interanimarsi degli afrori

e la camera ha alberi-pareti

nella corsa immaginaria del giardino

futuro anteriore dopo essersi

rivestiti Alessia e Giovanni.


Tre poesie inedite per Punto



Il silenzio

1


Mattinale risveglio

affidato alla marea del giorno

infinito silenzio e il tempo

non esiste (solo l’attimo).

Non credere, Mirta,

che sia inutile la poesia

che la vita salva.

Mirta così bruna e così donna

nella superstite tua fotografia

dopo il tuo suicidio.

Dal tuo nulla penso che potevi

felice essere

e non cenere.

Silenzio in una goccia

di pianto di compassione vera.


2

Attimo tra il primo e il dopo

e tra i due termini il silenzio

nel mio dolore perché

ti sei, Mirta, ammazzata

perché eri vera Amica.

Un salto dal terzo piano

della Reggia di Caserta

e poi il nulla dopo un amen

distrutto il tuo corpo sul selciato

tu esteta fino alla fine, Mirta,

nella scelta della scenografia.

E venne la Polizia e mi

telefonarono gli uomini in divisa

visto il mio numero sul tuo telefonino.

Ora restano il silenzio

e le cose più vicine all’anima.


3

Rimangono pari a reliquie o feticci

il pacchetto che mi donasti,

la rivista di poesia dove scrivesti

la tua e-mail e l’accendino

dono del ristorante cinese

dopo la nostra cena.

E rimane il silenzio

Presso la tua urna di nulla.






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