Patricia SeverÃn - Argentina
- almanacco
- 8 gen
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 18 gen
Traduzione presentazione a cura di Antonio Nazzaro

Patricia SeverÃn, è poetessa, narratrice, editrice; vive nella città di Santa Fe, in Argentina. Ha lavorato in campagna mentre studiava Lettere. La sua vasta carriera letteraria ha prodotto otto titoli di poesie, tra cui spiccano: Poemas con bichos, Muda, El universo de la mentira e Eclipses familiares.
Ha scritto i romanzi: Salir de cacerÃa, La Tigra y Te quedan lindas las trenzas. I racconti: Las lÃneas de la mano, Sólo de amor, Helada Negra e Mamá quiere ver las rosas. Ha ricevuto importanti premi nazionali e internazionali e parte del suo lavoro è stato pubblicato negli USA, Spagna e adesso in Italia con Edizioni Arcoris la sua silloge. Poesie con bestie rare, Poemas con bichos, nella traduzione di Antonio Nazzaro.
Dal 2012 è direttrice della casa editrice Palabrava.
A noembre 2024 è uscita in Italia Poesie con bestie rare, Edizioni Arcoiris, Salerno, www.edizioniarcoiris.it.
Vi proponiamo alcune poesie.
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Con il bufalo
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In Westfalia
               - antica tenuta degli inglesi –
allevano bufali
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Si credono liberi
- l’impronta del loro passato l’insegue –
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Hanno molti ettari davanti
e non scorgono il filo spinato
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Però i recinti ci sono     oltre i loro occhi
e al fondo degli ettari
dopo le paludi
dietro la montagna
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il fiume che nessuno osa attraversare
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A volte i miei occhi già non mi accompagnano
c’è un precipizio
dove c’è la mia pianura
o il mare
        - così distante il mare –
dove stanno i campi di grano
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raccomando ai miei occhi di orientarsi
ma si sono abituati
a fare enormi giri
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dicono
che vogliono nascondermi
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Con búfalo
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En la Westfalia
                    –antigua estancia de los ingleses–
crÃan búfalos
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Se piensan libres
–la impronta de su pasado los persigue–
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Tienen muchas hectáreas por delante
y no divisan alambres
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Pero los alambrados están       más allá de sus ojos
y al fondo de las hectáreas
después de los esteros
detrás del monte
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el rÃo que nadie se atreve a cruzar
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A veces mis ojos ya no vienen conmigo
hay un precipicio
donde está mi llanura
o el mar
        –tan distante el mar–
donde quedan los trigales
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les recomiendo a mis ojos que se orienten
pero ellos se acostumbraron
a dar enormes rodeos
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dicen
que quieren disimularme       Â
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Con formiche
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Il sentiero di formiche sulla parete
è quasi impercettibile
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Fiancheggia i mattoni
costeggia il cornicione
s’incunea nella cornice della finestra
Simile a una carovana di cammelli minuta
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Le loro impronte serpeggiano sulla calce
gravoso è il lavoro
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 camminano perforano camminano perforano camminano perforano
camminano perforano camminano perforano camminano perforano
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L’odio
                  serpeggia   perfora   costeggia   perfora
s’incunea
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*
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Questa notte mi accompagna Kato
il silenzio della campagna è assoluto
l’ira è passata come un tornado
: dal mattino presto fino all’entrare della notte
Sartori ha finito la trebbiatura
Molinari ha scritto La soglia
i miei capelli
sono rimasti seminati sul cuscino
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l’ira, è rimasta intatta
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ha sputato parole
ha masticato   veleni
 dardi   - rossi -
sono rimasti ovunque
non c’è posto dove non li incontro
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per questo mi accovaccio vicino al fuoco
e mi copro con l’unica coperta che si è salvata
                                                                          dal fracasso
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Con hormigas
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El sendero de hormigas sobre la pared
es casi imperceptible
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Bordea los ladrillos
faldea la cornisa
se incrusta en el marco de la ventana
Semeja una caravana de camellos diminuta
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Sus huellas viborean sobre la cal
empeñoso es el trabajo
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    caminan horadan     caminan horadan      caminan horadan
caminan horadan       caminan horadan      caminan horadan
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El odio
                   viborea   horada bordea horada
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se incrusta
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*
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Esta noche me acompaña KatoÂ
el silencio del campo es absoluto
la ira pasó como un tornado
: desde temprano hasta bien entrada la noche
Sartori terminó la trilla
Molinari escribió Umbral
mis cabellos
quedaron sembrados sobre la almohada
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la ira se mantuvo intacta
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escupió palabras
masticó   venenos
dardos        –rojos–
quedaron por todas partes
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no hay lugar en que no los halle
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por eso me acurruco junto al fuego
y me tapo con la única manta que se salvó
                                                        del estropicio
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***
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Con furetto
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I figli di Pereyra allevano un furetto
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L’hanno trovato in un fosso del sentiero
piccolino
senza madre
Lo allattano   lo coprono al tramonto
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Il furetto li segue
si è abituato al loro odore   alle loro cure
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Loro sanno che presto fuggirÃ
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Ma sono ragazzi della campagna
                           allevano gli animali perché sì
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*
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Dico
: capezzolo
: terra
: pascoli
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dico   pioggia   bestie   orizzonte
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le mie figlie
dico basilico
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dico nasce
: amore che nasce
piccolino   vento   splendore   allattando
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amore d’amore senza trucco
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quello che porta la vita
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                                     appena      perché sì
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Con hurónÂ
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Los hijos de Pereyra crÃan un hurón
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Lo encontraron en el zanjón del camino
pequeñito
sin madre
Lo amamantan        lo tapan al atardecer
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El hurón los sigue
se acostumbró a su olor    a sus cuidados
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Ellos saben que pronto escapará
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Pero son chicos de campo
                                     crÃan a los animales porque sÃ
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Digo
: pezón
: tierra
: pastizales
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digo    lluvia        bichos       horizonte
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mis hijas
digo albahaca
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digo nace
: amor que nace
pequeñito    viento     resplandor     amamantado
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amor de amor sin maquillaje
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lo que se trae la vida
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                            apenas             porque sÃ
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***
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me ne sono andata
e quando me ne andrò
saprò che sono una lucciola
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diranno
: la vita le è stata dolce
: ha addolcito il carattere
: appassionata della poggia a colpire lo zinco (dei tetti)
diranno ciò che non sanno
: era eccentrica     strana
diranno quelli che l’odiano
: meglio se non la trovano
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nessuno saprÃ
di questo attaccamento
di questo odore di terra
questo invisibile sguardo
questa malvoglia di vita
questa conclusione del mondo
questo selvaggio rodeo
quest’inondazione di sangue
che invecchia / si stacca / si stanca
s’affoga
si diluisce
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io dirò
: la morte
è l’assenza dei libri                 : carenza di parole
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*
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me fui
y cuando me vaya
sabré que soy luciérnaga
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dirán
: la vida le fue dulce
: ha templado el carácter
: apasionada de lluvia golpeando sobre el zinc
dirán los que no saben
: era excéntrica     extraña
dirán los que la odian
: mejor que no la hallen
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nadie sabrá
de este apego
de este olor a tierra
esta invisible mirada
esta desgana de vidaÂ
esta conclusión del mundo
este salvaje rodeo
esta inundación de sangre
que se añeja
se desprende
se cansa
se ahoga
se diluye
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yo diré
: la muerte
es la ausencia de los libros    carencia de palabras
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***
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Patricia SeverÃn, è poetessa, narratrice, editrice; vive nella città di Santa Fe, in Argentina. Ha lavorato in campagna mentre studiava Lettere. La sua vasta carriera letteraria ha prodotto otto titoli di poesie, tra cui spiccano: Poemas con bichos, Muda, El universo de la mentira e Eclipses familiares.
Ha scritto i romanzi: Salir de cacerÃa, La Tigra y Te quedan lindas las trenzas. I racconti: Las lÃneas de la mano, Sólo de amor, Helada Negra e Mamá quiere ver las rosas. Ha ricevuto importanti premi nazionali e internazionali e parte del suo lavoro è stato pubblicato negli USA, Spagna e adesso in Italia con Edizioni Arcoris la sua silloge. Poesie con bestie rare, Poemas con bichos, nella traduzione di Antonio Nazzaro.
Dal 2012 è direttrice della casa editrice Palabrava.


























