Maria Casalanguida, Un pensiero sulle amorose poesie di Carla Malerba

Carla, “estranea a se stessa e al mondo”: la stupefacente essenza della sua anima è presente in ogni parola che compone i suoi versi e quindi in ogni pensiero che li ispira. Una poetessa vera, una poetessa coraggiosa che descrive se stessa, il suo dolore, la sua malinconia rivolgendo lo sguardo al presente ed al passato, in particolare alla sua terra natale che non ha risparmiato ai suoi occhi immagini violente, dolorose, che hanno lasciato il segno.

Tutti i colori con tutte le loro sfumature, usati, esaminati, contestati allontanati, riavvicinati, mai consumati. Questo accostamento viene naturale perché, leggendo le sue poesie, si ha la sensazione che, come in un inconsapevole processo di depersonalizzazione, Carla riesca a farsi spettatrice del dolore, ad allontanarlo da sé, a descriverlo, analizzarlo, avvicinarlo, senza però mai permettergli di entrare nel profondo della sua anima perché si consumi e si dissolva totalmente.

La speranza è spesso presente nelle poesie di Carla. Le descrizioni dei suoi paesaggi appaiono vive ai nostri occhi, suscitano tenere sensazioni che ci coinvolgono profondamente come quando la sera ci vede “sospesi come finestre spalancate sulla notte”!

Carla Malerba, una poetessa, una donna dal carattere forte, una donna che ha imparato a difendersi dal vero, una donna che non ha paura che le sue parole “si perdano nel riciclo della carta straccia” perché sa che rimarranno in tutti i cuori che hanno saputo recepirle e tenerle strette a sé.


*


Oggi nessun paese

ho nel mio cuore.

Di colonne stagliate

su azzurri di acque e di cieli,

di strade segnate dai millenni

era ricca la mia terra.

L’allegria dei giorni

spenta

da insani fragori di guerra,

dolente,

annichilita

è la mia terra.

Oggi nessun paese

ho nel mio cuore.

(Alla terra di Libia)

*

Che strano gioco

quest’aria senza vento

e questa luce piena nella stanza.

L’estate spande intero

il suo colore

e s’inoltra

il silenzio nelle cose.

Giallo il sole,

lontano un abbaiare,

una sedia nel mezzo della stanza.

*

Sono in atto le attese

già da ora.

Anticipare i giorni

che verranno

è nel rapido pensarli.

La terra inaridita

in sé già cova

timidi semi e fragili.

Verrà il tempo tuo più felice,

carichi di promesse

germineranno i rami in fiore.


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