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Alí Calderón - Messico

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

El sin ventura Juan de Yuste è un’opera in cui l’autore Alí Calderón racconta, attraverso una poesia “investigativa”, l’episodio che nel 1520 portò una colonna di conquistadores a cadere nelle mani della resistenza indigena mentre era in marcia verso Tenochtitlan; come mette in evidenza il poeta e critico messicano Mijail Lamas: «troviamo non solo invenzione, appropriazione o riscrittura, ma un vertiginoso intreccio di voci, punti di vista e trame foniche. Questo libro è un audace mostro verbale, esempio di una nuova epica che mira allo smantellamento e al rimontaggio della storia».

 

Approfittando dei mimetismi linguistici e della polifonia racchiusa nel libro, mi sono permesso, come traduttore di fare una versione ispirata alla lingua italiana del 500 e inizio del 600. A volte anche i traduttori hanno diritto di svagarsi nel fare una traduzione.





 

Perché calando per un’erta costa

e per un rio sentiero

ove varcar non ne fu dato se non

uno

a

uno

tutti pedoni

menando i destrieri alla destra

conciossiaché fosse il tramite assai angusto;

e i congiunti del Cacamatzin

ivi in celata posti

da l'una e l'altra parte

al malagevole varco

ne cinsero

e ne occisero

e ne tolsero la

vita

per far di noi sacrificio.

 

 

*

 

 

Porque abaxando por una cuesta

y mal paso

por donde no pudimos pasar sino

uno

a

uno

todos a pie

trayendo los caballos a diestro

porque era muy angosto el camino

e puestos los deudos del Cacamatzin

en celada

de una parte

y de la otra

el mal paso

nos prendieron

e mataron

e tomaron la

vida

para nos sacrificar

 

 

**

 

Si vestirà la notte con il mio corpo

Il mio corpo si verserà nella pioggia

Fiorirò di uccelli un sabino

Sarò io stesso l’acqua e la cisterna

È il cuore mio È il vento

che si insinua tra il granturco

Sono la carne e sono il totomoxtle*

Ormai la pietra si apre il passo dentro di me

Tutta la mia vita batté nel petto

il suo affilato silenzio

 

 

* foglia secca che avvolge la pannocchia di mais

 

*

 

Va a vestirse la noche con mi cuerpo 

Mi cuerpo va a derramarse sobre la lluvia

Floreceré de pájaros en un sabino

Seré yo mismo el agua y el aljibe

Es mi corazón Es el viento

que serpea entre la milpa

Soy la carne y soy el totomoxtle

Ya el pedernal se abre paso dentro de mí

Toda mi vida me latió en el pecho

su afilado silencio

 

 

Tlayouisyotl Noxochitlakentis Ika notlakayotsin

Niman notlakayotsin melauak patis itlan kiyajtle

Niponis ken totomej uan uajnemej ipan se aueuetl

Kemaj niyes niatsintle niman niateostotl

Noyoltsin yes

Ajakatsintle uan notlatlaloua ijtik mijle

 

Kemaj ninokuepas ninakatl niman nitotomoxtle

Kampa nojtikopa ye yolik tlapanti on chikauak tetsintle

Tetsintle uan tsikuintoya noyelpan

uan maske xnauate ompa uajtentsotlantok

 

[náhuatl]

 

tradotto al nahuatl da Martín Tonalmeyotl

 

**

 

Mutar solo lo patibolo

 

Giunto è Messer Gonzalo Pantoja, et riferisce che Guillerme de Croy

pronunziato ha il mio nome;

onde conviene che con ceppi et catene

io guidi li miei passi verso il funesto tronco.

Crollami l'orbe intero addosso.

Tutta Toledo, ne la Chiesa Maggiore, dinanzi a la Porta

de le Pentole,

sputerammi nel volto quasi fossi mendace et ribaldo.

Ché il corpo mio strazieranno: una gamba a la

Porta de la Cerniera,

le mani a la Porta de li Alarcones, la testa ne li

Dodici Canti.

Appeso sarò a guisa d'agnello.

Vedrò appressarsi il tristo carnefice,

et patirò la sua poca industria.

Già dal busto divisa, rotolerà la testa.

Odo ora cadere una ghianda di sughero,

sorda et secca, et li miei occhi fissano le schegge,

la paglia del ferale impalcato.

 

Fosse ciò in Toledo, o fosse

in questo misero borgo moresco:

niuno può fuggire al proprio fato.

 

*

 

[Trocar solo el patíbulo]

 

Vino el Gonzalo Pantoja e dice que Guillerme de Croy

dixo mi nombre,

que con grillos habré de encaminar mis pasos rumbo al

cepo.

Me viene el orbe encima.

Toledo toda, en la iglesia mayor, frente a la puerta de

las ollas,

me escupirá en el rostro tal si fuese un mendaz bellaco.

Que me habrán de tajar el cuerpo: una pierna en la

Puerta de Bisagra,

mis manos en la Puerta de Alarcones, la cabeza en los

Doce Cantos.

Me tenderán como a cordero.

Veré venir al trístido verdugo.

Padeceré su poca industria.

Ya separado el tronco, rodará la testa.

Oigo agora el caer de una bellota de alcornoque,

sorda y seca y mis ojos mirando las astillas,

la paja del tablado.

Fuese en Toledo o fuese

en este pueblo mísero morisco:

nadie se lisca de los hados

 

 

 

Tutte le poesie qui presentate fanno parte della silloge: El sin ventura Juan de Yuste (Valparaíso Ediciones, Spagna, 2023; Plural, Bolivia, 2023; Círculo de Poesía Ediciones, 2024; Cascahuesos, Perù, 2024)

 




Alí Calderón (Città del Messico, 1982) è poeta e critico letterario. Ha conseguito il dottorato in Lettere presso l’UNAM ed è membro del Sistema Nazionale dei Ricercatori dal 2013. Gli è stato conferito il Premio Iberoamericano Bellas Artes de Poesía Carlos Pellicer per l'opera pubblicata nel 2024. Ha ricevuto inoltre il Premio Latinoamericano de Poesía Benemérito de América e il Premio Nacional de Poesía Ramón López Velarde. Borsista della prima generazione della Fundación para las Letras Mexicanas nell'area della poesia. Per il suo lavoro come editore e fondatore della rivista Círculo de Poesía, nel 2014 ha ricevuto in Cina e negli Stati Uniti il Poetry East-West Award e, nel 2025, il Premio Andrei Biely assegnato nella Federazione Russa. È autore delle raccolte di poesie Imago prima, Ser en el mundo, Las correspondencias, pubblicata da Visor in Spagna nel 2015, tradotta in inglese (Valparaíso USA, 2017) e in italiano (Ensemble Edizioni, 2023), e El sin ventura Juan de Yuste (Valparaíso Ediciones, Spagna, 2023; Plural, Bolivia, 2023; Círculo de Poesía Ediciones, 2024; Cascahuesos, Perù, 2024); dei libri di critica La generación de los cincuenta (2005), Del poema al transtexto. Ensayos para leer poesía mexicana (2015), Piedras para una poesía trasatlántica (2017), Poesía panhispánica. Apuntes para una constelación (2021). Attualmente è docente del Dottorato in Letteratura ispanoamericana

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