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Martín Raninqueo - Argentina

  • 1 ora fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Martín Raninqueo, originario di La Plata, Argentina, inserisce i suoi “Haiku di guerra” nel percorso di autoanalisi intrapreso da alcuni veterani delle Malvinas. La sua raccolta di poesie è diventata un punto di riferimento letterario sull’argomento.

 

 

 

Notte di freddo

(che lei mi sogni

al suo fianco steso!)

 

*

 

Noche de frío

(¡que ella me sueñe

a su lado tendido!)

 

**

 

Pecore del monte

da lontano sembrano

greggi di nubi!

 

*

 

Ovejas del monte

de lejos parecen

¡rebaños de nubes!

 

**

 

Dolce è il vento

se non trascina urli

e sparge la neve

 

*

 

Dulce es el viento

si no arrastra gritos

y esparce la nieve

 

**

 

Sole sui monti

Cantiamo l’Inno

(fingiamo coraggio)

 

*

 

Sol en el monte

Cantamos el Himno

(fingimos coraje)

 

**

 

Nessuno in vista

tranne la nebbia

che sta cancellando il Langdon

 

*

 

Nadie a la vista

salvo la niebla

que está borrando el Longdon

 

**

 

Lucciole di morte

giungendo il tramonto

Arrivano dal mare

 

*

 

Luciérnagas de muerte

llegando el ocaso

Vienen del mar

 

 

**

Gelido pomeriggio

stordisce il silenzio

il mortaio dubita

 

*

 

Helada tarde

Aturde el silencio

si duda el mortero

 

**

 

Brusco è il vento

che spinge un soldato

ferito sul monte

 

*

 

Brusco es el viento

que empuja a un soldado

herido en el monte

 

**

 

Brama fucile!

Festeggia con noi

la fine della guerra

 

*

 

¡Brama, fusil!

Festeja con nosotros

el fin de la guerra

 

 

**

 

Bufera di neve e tristezza

Camminando verso Canberra

che sta in alto mare

 

*

 

Ventisca y tristeza

Camino al Canberra

que está en alta mar

 

**

 

Fiocco su fiocco

Cadono gocce rosse

(le une sulle altre)

 

*

 

Copos sobre copos

Caen gotas rojas

(unas sobre otras)

 

**

 

Dietro la bruma

i bambini che fummo

ci gridano: addio

 

*

 

Tras la bruma

los niños que fuimos

nos están gritando: adiós

 

 

Nota del traduttore

 

Considero gli haiku intraducibili e per questo non mantengo le regole che questo stile di poesia richiede, ma li trasformo in poesie brevi cercando, quando è possibile mantenere la musicalità dei versi.

 

Antonio Nazzaro

 

 



Martín Raninqueo è nato a La Plata nel 1962. È musicista e poeta. È pronipote del Lonko[1] mapuche Raninqueo. 

Ha pubblicato “El viento también recuerda” (1996), Antologia di Scrittori ex combattenti delle Malvine. Ha inciso un disco intitolato “Poemas” (2000) insieme al poeta Gustavo Caso Rosendi e ha pubblicato “Poemas al flautista” (2003). Nel 2011 ha pubblicato “Haikus de guerra” (edizione artigianale con xilografie di Julieta Warman). Questo libro è stato ristampato nel 2012 ed è stato dichiarato di interesse provinciale dall’Assemblea legislativa della Provincia di Buenos Aires. Nel 2016 è stato pubblicato negli Stati Uniti d’America con la traduzione di John Oliver Simon per la casa editrice Red Dragonfly Press. Nel 2022 la casa editrice Pixel ha pubblicato la sua ultima raccolta di poesie: “Kewpü Waria”. Le sue poesie sono state pubblicate in diverse antologie e riviste nazionali e straniere.

Come musicista ha inciso “Después del incendio” (1998), “fff…” (2001), “Gorrión criollo” (2007), «Río ir» (2012), «Viento» (2013) insieme a Fabián Passaro, «Vereda al campo» (2016) insieme a Diego Rolón, con il quale ha anche pubblicato gli EP «Somos indios» (2021) e «Mapuche» (2021).

 

[1]La parola lonko (o lonco) proviene del mapudungune si traduce letteralmente come capo. Nellaa cultura mapuche, rappresenta la massima autorità politica e tradizionale di un lof (comunità o gruppo familiare).

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