Rainer Maria Rilke Le Quartine Vallesane

Traduzione di Pierangela Rossi A Madame Jeanne de Sépibus-de-Preux * Piccola cascata Ninfa, ti rivesti sempre di ciò che ti denuda che il tuo corpo s'esalti per 
l'onda rotonda e rude Senza riposo tu cambi d'abito, cambi i capelli, dietro tanta fuga, la tua vita resta presenza pura. * Paese, fermo a mezzaria tra la terra e il cielo, voce d'acqua e di bronzo debole e duro, govane e vecchio come un'offerta levata verso accoglienti mani, nel paese perfetto, caldo come il pane! * Rosa di luce, un muro si sgretola, ma, sul pendio della collina questo fiore, alto, esita nel suo gesto di Proserpina. Molta ombra è senza dubbio nella linfa di questa vigna; questo troppo luminoso si frange sopra di le

Giampaolo Cavallero Inediti

Presagi Nell'ora meridiana e francigena Inesorabili rintocchi a martello Di un prossimo purgatorio memoria Millenaria di navate chiuse su colonne In pietra viva ove anime oranti In processione alitano al buio Spiando noi recitare rosari Nunc et in hora mortis nostrae Ora pro nobis peccatoribus Invocata la celeste divinità A lato del confessionale * Sotto a un lampadario a gocciole Ardenti artdéco La tua OPINIONE Sventaglia teoremi al convito Voce tanguera intonata al canto Mio caro poeta Non per metafore Ti sazierai di luce in fondo all'anima Rigenerata da tempo immemore Qui ti aspettavo * Nessun altro risale Dal silenzio perenne del muschio Incastonato a roccia nel sudore del bosco Diradano

Franca Mancinelli A un’ora di sonno da qui, italic pequod, 2018

* cucchiaio nel sonno, il corpo raccoglie la notte. Si alzano sciami sepolti nel petto, stendono ali. Quanti animali migrano in noi passandoci il cuore, sostando nella piega dell’anca, tra i rami delle costole, quanti vorrebbero non essere noi, non restare impigliati tra i nostri contorni di umani. Se è vero, come afferma Stéphane Mallarmé, che «il senso troppo preciso cancella la vaga letteratura», ogni poeta deve prefiggersi fin dall’inizio di sabotare il linguaggio, di costruire una poesia che non sia programmaticamente oscura, ma che progetti la propria oscurità. Lorenzo Pittaluga scrisse: «la poesia è un progetto di veglia / con sogno e manovra». E in effetti la veglia è un progetto che

Gabriele Amadori Inediti

* Nell'ombra un sudario pulsa di rosse corolle. Rifiorisce il roseto estinto: ciò che è stato è ancora. Ma l'attesa si fa domanda e in breve tutto accade qui ora senza prodigio. * Il labirinto di scale e ballatoi e folate di tamerici a sostenerti in balìa di notte-vento Passa qualcuno l’aria equivoca che trasmette la penombra e il lupo a guardia davanti la soglia * Sparire in un turbine di buio immemore e repentino vivendo miraggi brevi quanto basta per dissetarsi talvolta e attendere la nuova sete * Il limite delle ginestre nell’acceso meriggio accoglie il battito d’ali degli angeli traghettatori * Lega al collo la conchiglia, viandante dormi sulla nuda pietra Apollo citaredo offre ancora

Tania di Malta Il Realismo Terminale al bivio

Se all’inizio del secolo scorso l’esigenza di cambiamento e interpretazione del tempo, venne rappresentato a livello letterario, principalmente dal Futurismo, oggi a mio parere, il Realismo Terminale ha l’autorevolezza e i giusti strumenti di comprensione di questa epoca ingarbugliata. Per forza maggiore sarà all’interno del grande spazio espressivo del Realismo Terminale, che si giocherà una partita decisiva. Nel secolo scorso in letteratura, il Futurismo ebbe due poli diametralmente opposti, l’uno situato in Filippo Tommaso Marinetti suo fondatore, l’altro in Vladimir Majakovskij, massimo rappresentante del Futurismo russo. Distanti anni luci su principi etici, politici e culturali, rap

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