Roberto Rossi Precerutti, Fatti di Caravaggio, Nino Aragno Editore, Torino, 2016, pp. 81, Euro 12,00

Roberto Rossi Precerutti, Fatti di Caravaggio, Nino Aragno Editore, Torino, 2016, pp. 81, Euro 12,00 Titolo asciutto quello dell’ultimo libro di Roberto Rossi Precerutti, in cui per “fatti” noi intendiamo insieme i fatti dell’esistenza e i fatti dell’arte (i manu-fatti) del Gran Lombardo. Fratello del di poco precedente Rimarrà El Greco (Crocetti, 2015) per ragioni di costruzione, di prosodia e, ovviamente, per amore della grande pittura occidentale, anche questo più recente volume ci si presenta come un sapiente dosatissimo prosimetro, con una leggera prevalenza – anche qui – dei testi in prosa sui componimenti in versi. Un prosimetro, s’intende, in cui anche le “prose” rivelano a loro a vo

Inediti di Franco Casadei

La matita Non si impone come la biro che dove lascia il segno non si toglie. Non ha la nobiltà della stilo. E’ plebea, ma ha qualche privilegio: sui bordi dei libri preferiti le note più intime e segrete e gli appunti decisivi per l'esame sono in matita e li ritroviamo dopo anni, pur se sbiaditi. Non ama la solitudine non fa tutto da sola, va in giro volentieri con la gomma. Quelle che se la tirano hanno un minuscolo gommino. Vanno per tentativi, le matite: cancellano, correggono, come i poeti. Amano essere accarezzate e ogni tanto ̶ giusto il necessario ̶ un po’ appuntite. Gli alberghi si dividono in due categorie: quelli che in camera hanno la matita e quelli che propongono la biro. I p

AA.VV., Inquiete indolenze, a cura di Raffaele Piazza, Fermenti, Roma 2017, pp. 280, € 22,00

AA.VV., Inquiete indolenze, a cura di Raffaele Piazza, Fermenti, Roma 2017, pp. 280, € 22,00 Raffaele Piazza firma l’attenta curatela di questa antologia, Inquiete indolenze, che si appoggia nel titolo su un bell’ossimoro, uno dei tanti che possono fertilmente ritrarre l’attività poetica di oggi e, forse, di sempre. Diciotto autori, diversissimi tra loro, consegnano i propri testi che vanno a formare un volume ampio ed interessante, che forse proprio per l’eterogeneità dei materiali bene ritrae almeno uno dei possibili spaccati della poesia odierna: se è vero che si tratta in buona parte di poeti maturi e noti, la difformità delle provenienze geografiche e soprattutto delle linee poetiche fo

Annalisa Manstretta, Il verde e i suoi dintorni, AtìEditore, Milano 2017 di Salvatore Ritrovato

Se c’è una voce della poesia contemporanea impegnata da anni a recuperare un fondo di verità nella nuova attenzione verso il paesaggio, questa è Annalisa Manstretta, della quale mi piace segnalare, cogliendo l’occasione della presente nota al suo ultimo libro Il verde e i suoi dintorni (AtìEditore, Milano 2017), raccolte come La dolce manodopera (Moretti & Vitali, Milano 2006), e Il sole visto di lato (2012) e Gli ospiti delle stagioni (2015), uscite entrambe con Atì. Se non ché rispetto alle precedenti raccolte, Il verde e i suoi dintorni mi pare addirittura spiazzante: come se bucasse lo schermo (per usare un gergo televisivo). Non si tratta infatti di una raccolta, ma di un diario di pas

Francesco Filia, cinque inediti da Nella fine

Francesco Filia, cinque inediti da Nella fine Dare risposta al silenzio, scrivere il suono della fine, scoprire il riposo della terra: in questi testi inediti, che anticipano una raccolta in via di scrittura, Francesco Filia indaga il senso terminale delle cose e degli spazi. Si tratta di un momento e un luogo precisi, colti nel punto estremo del loro divenire, nei quali vita e morte, buio e luce, cielo e terra si danno convegno e si fondono. Filia sembra essere consapevole che ogni parabola umana e naturale contiene al suo vertice l’inizio della fine; al poeta interessa l’attimo di frontiera in cui questa fine raggiunge la sua compiutezza: «quel che solo mi attrae del cristallo è il punto/

Domenico Cipriano, L’origine, L’arcolaio, Forlì, 2017

Domenico Cipriano, L’origine, L’arcolaio, Forlì, 2017 di Salvatore Ritrovato Quello che mi ha da sempre colpito della poesia di Domenico Cipriano è la sua versatilità, una dote non comune fra i poeti di oggi. Versatilità soprattutto formale, che non discende da una indecisione stilistica, bensì dal dubbio che la poesia non debba inseguire il verso, se mai il contrario. Rispetto a Novembre (Transeuropa, 2010) e a Il centro del mondo (Transeuropa, 2014), alcune delle più importanti raccolte di Cipriano, L’origine (L’arcolaio, Forlì, 2017) spicca per una più marcata estensione della sonorità timbrica del verso che non si appaga più di misure metrico-ritmiche fisse e regolari, ancorché chiuse, e

Tiziano Broggiato, Antologia poetica

Tiziano Broggiato Da Vista dall’alto (Poesie scelte 1983 – 2016) da Piani alti ( 1983 ) * Mai rivolta al vento d’inverno, ai lapilli e alle paure di presenze appena accennate o intraviste, osserva ora come la tela dei canali più fitta e fonda si intrica nei tuoi picchi senza bussola, fronte. E senti il vago gelo, le dissonanze che transitano nelle aule seppellendo il fuoco vitreo dell’ascesa quando percepisci la fuga dell’attimo, che non è presente, tra passato e futuro. Perché ti ostini allora a delirare per traballanti fessure aperte dal tuo stesso male, mentre voci compagne ti prospettano l’ampiezza del trono se tu per prima ti rivolti al più innocente inganno? Memoria di Ulisse Il maless

CATEGORIE
POST RECENTI

Una iniziativa di puntoacapo Editrice (www.puntoacapo-editrice.com)

Via Vecchia Pozzolo 7B, 15060 Pasturana (AL), Italy

almanacco@puntoacapo-editrice.com

© 2023 by The Book Lover. Proudly created with Wix.com

  • Facebook B&W