Alessandro Ricci, Tutte le poesie, a cura di Francesco Dalessandro, Europa, Roma 2019 (Luigi Picchi)

Non è raro in Italia dimenticarsi piuttosto frettolosamente di un poeta o ignorarlo da subito. Chi è fuori dal giro, ci resta. Nei casi più fortunati alcuni poeti possono essere ricordati a livello locale o in studi di settore o nella tesi di qualche studente, in una recensione sperduta su una rivista letteraria di nicchia. Alessandro Ricci (1943-2004), nonostante fosse sceneggiatore per Cinema e Televisione (l’ultimo film scritto è stato De Reditu – Il Ritorno, ispirato all’omonimo poemetto di Rutilio Namaziano per la regia di Claudio Bondi), resta un poeta per pochi, per pochissimi. Nonostante fosse amico di Beppe Salvia e facesse parte della redazione della rivista Arsenale con Francesco

Corrado Bagnoli, Scuola e poesia: un'alleanza per la realtà

Accendere una lampada e sparire – questo fanno i poeti – ma le scintille che hanno ravvivato – se vivida è la luce durano come i soli – ogni età una lente che dissemina la loro circonferenza – Emily Dickinson, in Tutte le poesie, 1987, Mondadori Dimmi che poesia si scrive e ti dirò in quale mondo vivi. Ho tradotto qualche volta così ai miei alunni ciò che diceva Czeslaw Milosz in una sua lezione universitaria. Per il poeta polacco la poesia è una finestra privilegiata per comprendere il mondo che ci circonda. Nella poesia di Emily Dickinson che riportiamo per intero in apertura il compito del poeta è quello di “accendere una lampada e sparire”: cioè di mettere in presenza del mo

Giacomo Bellitto, TRACCE Track 1: Fucked Gen

Parlami ancora di come ti hanno convinto a prendere tutte quelle lauree e di come poi ti hanno fatto firmare un contratto part-time più instabile dell’autostima di tutta una generazione barattata volontariamente per la pace sociale. Che se ne avessi avuta di autostima, avresti dovuto dar fuoco a tutto. E piazzare bombe. Ma non si poteva fare diversamente: gli addomesticati non fanno rivoluzioni. Parlami ancora di come ti hanno convinto ad assecondare i sogni campati per aria di un diciottenne che non aveva neanche il cervello tutto formato, senza leggerti cosa le statistiche sull’occupazione vietavano all’intelligenza. Ma alla fine, chi puoi dire ti abbia veramente convinto di qualcosa? Tutt

Maria Casalanguida, Un pensiero sulle amorose poesie di Carla Malerba

Carla, “estranea a se stessa e al mondo”: la stupefacente essenza della sua anima è presente in ogni parola che compone i suoi versi e quindi in ogni pensiero che li ispira. Una poetessa vera, una poetessa coraggiosa che descrive se stessa, il suo dolore, la sua malinconia rivolgendo lo sguardo al presente ed al passato, in particolare alla sua terra natale che non ha risparmiato ai suoi occhi immagini violente, dolorose, che hanno lasciato il segno. Tutti i colori con tutte le loro sfumature, usati, esaminati, contestati allontanati, riavvicinati, mai consumati. Questo accostamento viene naturale perché, leggendo le sue poesie, si ha la sensazione che, come in un inconsapevole processo di d

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