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Pierangela Rossi, Melusina e le altre

September 4, 2018

               “Lo annoto e taccio. Perché sono abituato ai prodigi”.

Abdulah Sidran

 

I

 

- Le streghe sono fate mal riuscite-Figlie dell’ora del diavolo.

- Per dirla in breve, a una megera

Non gliene importa

 

Dei guasti che combina. E’ recidiva

 

- Negli anni della vecchiezza Voglio far crescere lunghi lunghi I capelli e legarli dietro con un pettine  Di strass. Un po’ per vezzo. Il vezzo non ha età. Un po’ perché così se viene una strega troverà Pochi capelli da attorcigliare Alle piante torte, da far cornice Agli zerbini. Per le streghe ogni capello Vale, è buono cioè cattivo nel suo uso Una volta strappato dalla spazzola. Anche per una megera Conta l’intenzione.

 

- Quel che imputerei a una strega

Soprattutto sarebbe estorcere

La mia attenzione indirizzandola

Sul vacuo. Attenzione preziosa

Invece presa eventualmente

Dal perimetro dei mala gesta

Insensati: gesti d’odio che l’amore

Non contempla, il sorriso

Degli angeli getta via. Se per caso

Incontrate una megera

Guardate: probabilmente

Ha le rughe dell’odio.

Non ha rughe di sorrisi

 

- Una strega poveretta

Ha stretto un patto d’odio

E non si confessa.

Chiesa contro sabba in case

Benedette dall’amore

E dall’Acqua santa.

Là una strega ha strepiti

E rumori, cose sbattute

Colpi e tuoni

Per disturbare

Perché non è a suo agio.

(Veramente una strega

A proprio agio non lo è mai)

 

- Qualche volta una strega

Brutta come il peccato

Mette in gran dispitto.

E’ il suo principale

Mestiere.  Le streghe sono tra noi

Spesso: è quando non volano  

Sulle scope al chiar di luna

Col cappello a punta

Allora escono dalle fole loro

Habitat e dalle favole e vivono

Tra noi indisturbate

E mimetizzate

 

- Una strega è arbitrio e insolenza.

E tutte si somigliano.

Una volta avevano un cuore.

 

- Alle streghe piacerebbe vederci morti  Tra gli spasimi e gli spasmi.  Moriremo tutti, qualcuno dice Anche le megere, i belli e i brutti.

- Una strega come sua misura d’ordine Ha lo scomporre in disordine. Perciò dove è diritto ci sarà poi L’obliquo o il tagliente E viceversa Tutto contro tutto, accatastato in una guerra privata

- Le cose? Corpi contundenti, Coltelli da sbudello,  Esercizi di malaùgurio.

 

- Quando vanno in escandescenze.

Si pensi: è ovvio, hanno la mente

Offuscata e disturbata,

Gioie non conoscono

 

- Una strega è bifida dunque mente.

Se rompe un orpello in un negozio

Se sporca i muri di Milano con un tag

O con polvere quelli bianco sporco

Colta in flagranza negherebbe tutto Proprio mentre ne combina di grosse Le megere sono vili

 

- Una strega si crede onnipotente Nel male fa agli altri quello Che non vorrebbe per sé.

- Ignorante e maligna Colma sempre la misura. Ogni giorno santo, però Un angelo scende a proteggere

 

- La notte mi accoglie si fa grembo

Del nulla non ci fossero luna e stelle

E nuvole. E i nostri miseri

Faretti notturni svengono

Uno a uno nell’alba di noi stessi

Ripartoriti dal giorno pieno,

Un po’ assonnati dal via

Vai dei servi del nulla

Da non evocare: fate attenzione

- Dite il rosario, fate il segno di croce

 

- Le streghe sono avide

Della gioia del tempo

Altrui non conoscendo

Disturbate come sono

La profonda pace:

Sempre interiore

 

- Come avete e abbiamo riscontrato

Una megera qualsiasi

Di bassa manovalanza

È intervenuta anche qui

Cambiando l’interlinea dei versi

O la successione o facendo

Saltare il computer

Per puro pervertito godimento

 

 

II

 

- C’è la Melusina, la Malaspina, Rovinano le carte, i libri: Odiati nell’ignoranza Di cui sono preda Vengono da Malastrana Sono insidiose Hanno un gatto sul cappello E una bacchetta catturaluna Quando passano i cani abbaiano Sono impudiche: si sa

- Creano inquietudine Dove tutto è calma e bellezza, Varchi trappola. Basilische, Barracuda, cobra

 - Le megere dormono

Il lutto della luce

 

- Pratiche magiche per contatto, crittografie che neanche Turing considererebbe. Segnali abusivi alla parola morte: farli a minuscoli pezzettini da buttare via. Ah, se si potessero fare a pezzetti almeno le parrucche delle megere

- Le Melusine gelicidano se possono ogni altro cuore. Non provando gioia pura a loro preclusa disturbano di meschinerie colui o colei che vedono raggianti, radiosi. La luce sul viso radioso  è ciò che più disturba le Melusine, rabbiose anche nei sabba

- Le Melusine hanno vacanze senza riposo tormentando eventuali familiari poveretti, rendendoli idrofobi rosicano sempre il cuore dell’altro abitate come sono da spiriti immondi. Se si spostano lo fanno per denaro:  il loro presunto cuore pulsa male: sono le intermittenze del cuore delle streghe: non è certo che un cuore l’abbiano ancora

 

- Di notte non hanno incubi,

Piacerebbe loro

Essere gli incubi degli altri

 

- Le ombre eredità di vicinanze

 

- Se qualcosa è bello e puro

Viene rovinato con pozioni

Mandragora e denti di drago.

Hai brividi? Ti sfiorano.

 

- Hanno un’ambizione: Rovinare la gioia Di scrivere, di vivere, di amare. Facce da rospo!

 

- Occhi di vetro studiano

Come infastidire

E lordare: persino

Il filo dell’orizzonte

 

- Sul naso hanno peduncoli

Repellenti. Guardarsi

Allo specchio?

Un trauma ogni volta

 

-Le streghe e i folletti

Invisibili o visibili

Sono protervi

 

- Curiosando si fa per dire (mossi dal dispetto) disfanno e rovinano tutto il bello che trovano

 

-Non bisogna scompagnare le scarpe Uscire di casa all’indietro Non guardare dove si mettono i piedi Tra le buche dell’asfalto, Berciare e consumare troppo tacco.  Senno’  le streghe se ne approfittano

 

-Però c’è un sistema per mandarle via.

Anche se sono invisibili emanano

Il gelo di Halloween: scaldare

Un pentolone d’acqua, farlo bollente

E quando senti il gelo dei senza anima

Soffiare e farle cadere nel pentolone

 

- Vorrebbero creare e non ci riescono

Sindromi di Stoccolma

Nei malcapitati

Legati mani piedi cervello

Affondano nel tè

 

- Eleusina ha una scatolina

Bianca rossa e nera

Dove tiene tutti i  virus

Tutti i batteri, tutti i mali

A cominciare dal mal di cuore

 

- Quando si sta un po’

Senza streghe intorno

La vita ti sorride

Tutti sono gentili

Fate invisibili indisturbate

Danno elisir

Di giovinezza

Anche ai neonati

 

- Poi entrano in scena

I maghi buoni

Anche se pieni di sé

E brontoloni come

L’acqua che bolle

Incessantemente

Danno una mano

Alle fatine per creare

Atmosfere incantate

E’ il loro principale

Mestiere essere buoni

 

- Quelle hanno il cappello a punta

Di un colore che porta male

Il viola e invidiano

I nostri cappelli con il fiocco

E le impunture accurate;

Li rovinano con  unghie

Smaltate male di arti adunchi

 

- Con le streghe e i folletti

Che aspirano all’invisibilità

Nel senso che non hanno coraggio

Sono falsi e bugiardi, le combinano solo

Perché odiano la gioia di vivere

Così semplicemente.

Chissà che brutto essere parenti

Di una megera anche alla lontana!

 

- Le malandrine sono parassiti

Per i disaùguri usano le cose belle

Dei malcapitati: tutto lordano

Tutto sporcano tutto spostano

Anche i souvenir più cari

Di persone che ti amano:

Anzi ci trovano più gusto

 

- Se vedono una scala a costo di contorsioni

Ci passano sotto e i gatti neri drizzano il pelo

Al loro passaggio e fuggono via

Da soli o in compagnia o misti a due a due

 

- Melusina e le altre a volte

Si accontentano del rosso

del nero, strumenti a taglio

o raschio rossoneri per distrarre

dai veri misfatti: filtri, cuori finti

a fare tradimento ai mariti,

magheggi per malie incorrisposte

 

- E via via via così col vento rosso del Sahara

con una scopa sporca dopo aver rovistato

nella spazzatura della città e rovinato

Vangeli Bibbie e immaginette

Fanno il giro a spirale della cupola di San Pietro.

Nemmeno sanno

Che il Papa non abita più là,

E, per fortuna!, Papa caro

A tutti i miti della Terra

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