Manuel Cohen, Tutte le voci, Arcipelago Itaca, Osimo 2017

«Sapere e non dire. / È così che si dimentica. / Quel che viene detto / acquista forza. / Quel che non viene detto / tende alla non-esistenza». Così ci ricorda il poeta giapponese Issa, col suo dettato elementare e senza tempo. Si potrebbe dire, un ammonimento banale nella sua inconfutabile oggettività. Ma ci sono dei passaggi della Storia che meritano più attenzione, soprattutto da chi si spende con le parole della poesia, se non per “vocazione”, alla bellezza? all’etica? alla vita? Non importa. Di certo se si vuole restituire un po’ di senso all’insensatezza dell’esistente merita attenzione l’ultimo libro di Manuel Cohen, Tutte le voci, una intensa raccolta di poesie in forma di asciutto “

Inediti di Paolo Artale

pervinche da qui. da dove si pratica la divisione delle piante. emergono nigelle già concluse ma in regioni distanti sono questa eredità di spatole. vento cavo. solamente alcuni piumaggi d’uccello. * forse l’altezza del giglio selvatico o su fondamenta delle acque minute asticelle. nel giardino un insieme di stelle lente. composte. sopra riposano le mele: una promessa di cose laterali. le stesse acque governano la casa. * deve cambiare questa aria in clausole di piuma. vestigia rimangono di intenti a fogliame. propagate per semina si oppongono. bacche. un impreciso numero di felicità. da conversazioni in giardino Paolo Artale, nato a Busto Arsizio nel 1966, vive a Cantello (VA). Ha fatto p

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