Thomas Stearns Eliot, A Song for Simeon

Thomas Stearns Eliot A Song for Simeon (Traduzione di Loris Maria Marchetti) * Lord, the Roman hyacinths are blooming in bowls and The winter sun creeps by the snow hills; The stubborn season has made stand. My life is light, waiting for the death wind, Like a feather on the back of my hand. Dust in sunlight and memory in corners Wait for the wind that chills towards the dead land. Grant us thy peace. I have walked many years in this city, Kept faith and fast, provided for the poor, Have taken and given honour and ease. There went never any rejected from my door. Who shall remember my house, where shall live my children’s children When the time of sorrow is come ? They will take to the goat’

La saggezza degli ubriachi, di Stefano Vitale

Stefano Vitale, La saggezza degli ubriachi, La vita felice, Milano 2017 di Luca Benassi Alfredo Rienzi, nella prefazione a La saggezza degli ubriachi, formula la seguente domanda: «di quale saggezza sono portatori gli ubriachi? Chi sono costoro e perché ammiccano sulla soglia, se l’autore, come si vedrà, predilige in realtà come strumenti una lucida riflessione e una pensosa rielaborazione delle “cose che accadono”?» La domanda parte dal titolo, «suggestivo e provocatoriamente ossimorico» come annota Rienzi, per introdurre il lettore nella sostanza incandescente del libro; si tratta di una lucida riflessione, di una archeologia del sé, attraverso la quale esplorare e tracciare i percorsi tum

Techno Bit, di Roberto Chiapparoli

Roberto Chiapparoli, Techno bit, puntoacapo Editrice, pp. 80, € 15,00 di Mauro Ferrari Techno Bit, a cui al definizione “libro di poesia” va decisamente stretta, è una raccolta originale, coraggiosa e importante, che prende di petto – ma lo fa con le armi dell’intelligenza e della sapienza poetica – alcuni dei temi centrali della riflessione sul contemporaneo, che sia o no Post. Una riflessione che non sarà per nulla strano trovare in poesia, se è vero che tante voci (le migliori diciamo) si interrogano sul senso della modernità in tutte le sue accezioni e diramazioni, sia saltando a pié pari l’autobiografismo tanto di moda, che riuscendo ad inserirlo in un discorso più ampio ed oggettivato.

L'eclissi della poesia, di Mauro Ferrari

Quale poeta cinquantenne ha oggi la riconoscibilità indiscussa che ebbero, alla medesima età, autori di un recente passato? Enrico Testa, Dopo la lirica, Poeti italiani 1960-2000, Einaudi, Torino 2005, pp. xxxi. L’altro ieri: La Scuola Quando diedi l’esame di maturità nel 1978 gli autori più recenti per l’esame di italiano erano Ungaretti, Saba e Montale, ancora vivente (1981). Dovendo ogni anno ascoltare le prove orali noto che il baricentro del programma di Italiano è ancora rappresentato da questi nomi; e non ne faccio una colpa degli insegnanti, sia chiaro, perché se passo all’Inglese (materia che io insegno) so quanto si fatichi per presentare scrittori attivi nella seconda metà del Nov

Corpus homini, di Maddalena Bertolini

Maddalena Bertolini, Corpus homini, Prefazione di Elio Grasso, puntoacapo Editrice, Pasturana 2017, pp. 78, € 12,00 ISBN 978-88-6679-093-8 di Mauro Ferrari «Ho paura, ho paura. Di non amare abbastanza.» Ci sembra giusto parlare da questo verso, da questa dichiarazione di Maddalena Bertolini, che sospende il suo libro – già teso fra due sezioni intitolate il mio e il tuo, a mezza strada fra la cronaca e l’ontologia, fra la fisicità e le urla dello spirito, come indica già in apertura il testo proemiale, in quello splendido enjambement «la grazia / materiale», che ci apre un testo intriso di vita, pulsioni, ma anche tensioni alla trascendenza. Una trascendenza che non è mai banale rifugio nell

Gigli a colazione, di Gianfranco Isetta

Gianfranco Isetta, Gigli a colazione, Postfazione di Ivan Fedeli, pp. 68, € 12,00, puntoacapo Editrice, Pasturana 2017 di Mauro Ferrari Difficile definire “raccolta della maturità”, come sono tentato di fare, questo Gigli a colazione di Gianfranco Isetta. Difficile perché Gianfranco, che ha esordito oltre i cinquanta anni, è maturo da tempo, e questa è la quarta raccolta (escludendo l’antologia Indizi... forse). Ma dico questo perché i segni della maturità espressiva e tematica in questa raccolta sono lampanti, e nel segno di una forte originalità. Diciamo che la voce poetica di Isetta nasce naturalmente impostata, su un parlato colloquiale, con venature ironiche, e attraverso la creazione

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