© 2023 by The Book Lover. Proudly created with Wix.com

  • Facebook B&W

Salvatore Ritrovato, La casa dei venti, Il Vicolo, Cesena 2018

Leggendo La casa dei venti di Salvatore Ritrovato, il lettore sarà colpito dalla pregnante presenza di due sentimenti essenziali, contrastanti eppure complementari. Da una parte si nota la percezione della precarietà di tutte le cose e la potenza invincibile della morte («da queste parti un giorno mi incontrerai. / Qui, un tumulo di terra slamato dalle rogge / […] Hic iacet confessa il vuoto in alto. / Qui termina il via vai»). L’esistenza intera si configura nelle poesie di Ritrovato (si veda Lasciando Grodek) come un male, sulla scorta di un filone poetico che vai dai lirici greci fino a Leopardi e Montale, analogo all’espiazione di una grave colpa («grave è la colpa di chi è nato»). Tale

Silvio Aman, Il poeta incantatore. La poesia di Silvio Raffo

La conchiglia sottile cela crepe profonde ma persiste gentile la voce delle onde. Nel panorama attuale, dove occorre cercare con la lanterna di Diogene poesie dotate di grazia, melodia e bellezza, Silvio Raffo è rimasto uno dei rari poeti a offrirci questi doni, cui va aggiunta la leggibilità di un percorso esistenziale in forme classiche: uso delle strofe, sia pure non continuo, e rispetto dei versi rimati – generalmente l’endecasillabo – ma in cui l’abbondanza degli enjambemens ne riduce l’autonomia favorendo il flusso narrativo costellato da soluzioni immaginarie di grande fascino. Proprio per questo non insisterei su simili forme (classiche sì, ma estranee a neoclassicismi di tipo accade