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W.H. Auden, da Oratorio di Natale

Traduzione di Vanni Bianconi AL PRESEPIO 1 Maria Chiudi gli occhi tuoi luminosi che il mio sguardo vigile mette a repentaglio; fuggi la mia cura protetto dalla sua tenera ombra: cos’altro potrai scorgervi se non la mia paura? Il mio amore ripete ciò che più vuole negare, lo so. Chiudi l’occhio tuo luminoso. E dormi. Cos’hai imparato dal ventre che ti ha partorito se non un’ansia che tuo Padre non può sentire? Dormi. Cosa potrà fare per te la carne che ti ho dato o il mio amore di madre, se non distoglierti dal Suo volere? Perché per insegnare a Suo Figlio il pianto fui scelta io? Dormi, Piccino mio. E sogna. Nei sogni umani la terra sale al Cielo dove non si ha bisogno di pregare né ci si se

Poesie per Mirta, di Raffaele Piazza

* Anima di luna, tu Mirta nelle cose aurorali ancora mi parli e mi dici di non avere paura. Abbiamo attraversato il sentiero azzurro della vita la tua villa faro per me per la nostra connivenza. Sei volata via dal terzo piano della Reggia e hai aperto in me la ferita. Ora passano i giorni senza te e non si ricompone l’affresco del tempo che nelle nostre risate si fermava nella gioia. Grazie per avermi dettato questa poesia. Mirta nelle acque del cielo Ti vedo nuotare, Mirta, nel fiume del paradiso che hai raggiunto, ancora così bruna e così donna. Non hai rimpianti per la valle che hai lasciato né per noi che rimaniamo nell’esilio. Acque fresche per te che fortuna attiri per chi ti nomina do

Due inediti di Eleonora Rimolo

* L’arancio violento mescolato nel fuoco fuma profuma di morte la stanza ed io caduto fuori dalla vita non ho ancora imparato a rialzarmi, sempre in posizione orizzontale mi sforzo di ricordare il primo giorno – quanto avrò gridato, pianto, protestato? * Sono cresciuti insieme a te i miei capelli, io meno. Ancora sono tentata dallo svanire se ogni giorno scavo un lembo di pensiero e mi riduco a un liquido vischioso, irriflessivo, che non lascio bere a nessuno. Potremmo davvero esserci tutti senza nient’altro – solo nutrirsi ogni tanto – umane necessità. Cosa riempierebbe allora le coscienze, quale commento, quante penose idee. Eleonora Rimolo è nata a Salerno nel 1991 e vive a Nocera Inferio